La morte può attendere

“…ne gli ingiusti oltraggi ch’io patisco dove bisognava che fosse un animo veramente eroico per non disperarsi, e darsi vinto a sì rapido torrente di criminali imposture, con quali a tutta possa mi ha fatto empeto l’invidia d’ignoranti, la presunzione di sofisti, la detrazzion di malevoli, la mormurazioni di servitori, i sussurri di mercenarii, le contraddizioni di domestici, le suspizioni di stupidi, gli scrupoli di riportatori, gli zeli d’ipocriti, gli odii di barbari, le furie di plebei, furori di popolari…” il 17 febbraio 1600 moriva Giordano Bruno. Mi chiedo per distruggere un’idea si può non ricorrere al fuoco? Basta leggere le parole del filosofo per capire che bruciare vivo è solamente l’epilogo. La morte, civile, morale, ideologica viene decretata prima. I colpevoli, elencati in un elenco minimo dallo stesso, sono tutti coloro che combattono la ragione per perseguire miseri interessi personali o peggio, per miseria d’animo.

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