La Morte deve essere

La Morte deve essere, diceva un vecchio canto indiano, se no, dove metteremmo tutti i bambini che nasceranno.
Dove metteremmo i nostri sogni, se non morissero i vecchi pregiudizi.
Non ci sarebbe posto per le idee se vivessero, per sempre, le idee vecchie che affollano le nostre menti stanche.
La morte, più ne sei vicino maggiormente apprezzi il valore della vita, quella vissuta veramente.
Le farfalle, come potrebbero vivere di una bellezza eterna se vivessero in eterno,
e l’amore, che è eterno per i poeti, e vive di vita breve e stentata.
Se non morissimo, a volte non avremmo l’occasione per riscattarci, e da vivi, aspettiamo sempre il tempo che verrà, ma il grande regolatore, la saggezza che ti manca, non te la regala. Solo poche cose non hanno bisogno della morte, la meraviglia e la connettività, tra le altre.
Per questo non disdegno scrivere di Morte.

P.S.:
Connettività, non è una conclusione poetica ma, “La morte deve essere” nasce da questa “magia”, connessione tra musica con poesia, e per questo, devo ringraziare Angela, che è sempre “connessa” senza correre il rischio, come direbbe Steven Johnson, che la società del multitasking rovini la sua, la nostra creatività. Grazie Angela

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Il silenzio delle ombre

Un bisbigliare tormentato
di voci affannate
assenti di luce,
striscia dentro di me
d’inconprensione e solitudine
una moltitudine indistinguibile
di mille rumori confusi,
il canto della mia anima
un sussurro
appena.

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Gli uomini che implorano

Gli uomini implorano il perdono
pregando un dio multiforme
s’inginocchiano
prostrano la coscienza alla finzione
per poi alzarsi
le spalle alla luce
e ricongiungersi al mostro che li ha generati
mentre piangono
l’anima che hanno rinnegato

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Il posto dei libri- La Recherche

Abbiamo sempre avuto paura del cambiamento, anche piccolo, la nostra struttura cerebrale (ne ho parlato in un precedente post) non è evoluta a tal punto da accettare i cambiamenti repentini. Per questo sostengo che il cambiamento deve prima di tutto avvenire in noi stessi, con l’assunzione del principio che l’immobilità del certo, per quanto ci possa apparire appagante e soddisfacente, è la negazione del “migliorarsi”; mettersi in discussione, conoscere, esplorare nuovi orizzonti è la condizione essenziale per crescere o, se vogliamo per evolversi. In periodo di totale oscurità come quello che stiamo vivendo, non da pochi anni, è imperativa la conoscenza, che è la chiave per aprirci al cambiamento, per questo motivo, mi sembrava che parlare della “Recherche”, fosse quanto mai appropriato. Fortunatamente non leggerò io, questa volta, anche perché il breve brano che vi sottopongo, sarà letto nella lingua originale e poi tradotto. Un grazie particolare alla mia lettrice d’eccezione, grazie anzi, merci. Cliccate pure e, buona ricerca.

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Lontananza in tre parti

Lontananza etimologica
Lontananza, longitudine, longitudo, lungo

Lontananza e la Fisica
Il tempo necessario perché sia percorsa la “distanza” tra il punto “A” e il punto “B” dipende dal rapporto energia:vuoto, cioé più la distanza tra i due punti è percepita come “vuoto” (intensità della percezione) maggiore è il tempo necessario per unire i due punti. Maggiore è il tempo, minore è la longitudine tra i due punti. La percezione della distanza è direttamente proporzionale non alla distanza stessa, ma al vuoto che essa crea.

Lontananza e la poesia
Cammino da un giorno
mi sembri più lontana
posso quasi toccarti
ma devo ancora camminare
ora vedo benissimo quel piccolo puntino nero
nei tuoi occhi
ma manca ancora un giorno
il paesaggio intorno lo vedo più lontano
e tu più vicina
ancora un giorno, mi sembra un anno
ho finito l’acqua, e cammino
ho fame, ma non mi fermo
il sudore oramai ha preso il posto del profumo di gelsomino
ancora un giorno
non mi fermerò
se prima non avrò preso le tue mani.
Sei andata via da un minuto
e per dirti
ti amo
sto camminado da una vita

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Niente è fermo

Niente è fermo
la foto di noi due al mare
l’amaca
immobile un attimo prima
la scultura maya della feconditá,
vicino ai miei libri
che si muovono come senza gravità
tutto è in movimento
ruota inesorabilmente
attratto da un centro
immobile
nella mia testa.
Il volto di mia madre
e di mia sorella
così giovani, così belle
tornate indietro
in quel movimento inesorabile
di tutte le cose.
Com’eri piccola
amore mio, la foto di mia figlia
la vedo volteggiare e,
mi appare una donna,
sarai così?
Immobile sento il vento teso
che mi chiama
a spostarmi dalla palude
e partecipare
alla rotazione vorticosa della vita
insieme, nel girotondo
che non conosce il tempo.

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Quando si popola la notte

Un urlo, prolungato
lontano
ma lo sento
come dentro la mia testa
la avverto,
la paura
correre velocemente
venirmi incontro
per annullarsi
di gemiti
che pulsano ritmicamente
intimamente,
come fossi io,
lontano a urlare
solo.
La notte quando si popola
delle urla di ombre disabitate
e gemiti senza anime
accoglie con il suo abbraccio di madre
la solitudine degli uomini che negano la luce.

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